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Trionfo di Carapaz a Verona

Una bicicletta può portare sempre lontano

Richard Carapaz vince il Giro d'Italia 2019

Doveva essere la corsa di Roglic e Nibali, invece, è stata quella di Carapaz.
L’ecuadoregno ha costruito il suo trionfo aggiudicandosi la tappa di Courmayer, dove è arrivato solitario, con tre minuti di vantaggio sullo sloveno e sul siciliano. Non sono bastati il Mortirolo, dove ha dettato legge il giovane Ciccone e l’arrivo in salita ad Anterselva, dove ha messo il suo sigillo il giovane francese Peters, e nemmeno l’ultimo tappone, con arrivo a Monte Avena, per l’occasione “Cima Coppi”, al posto del Gavia, bloccato dalla neve, vinta da Pello Bilbao Una tappa, quest’ultima, pagata a caro prezzo da Roglic, con oltre un minuto di ritardo da Nibali e Carapaz.
Lo sloveno, comunque, grazie alla cronometro di Verona, vinta dallo statunitense Haga, pur non brillando, ha riconquistato il terzo posto in classifica finale, alle spalle di Carapaz e di Nibali.
Il ventiseienne ecuadoregno è la vera sorpresa del Giro d’Italia, numero 102, avendo vinto anche due tappe. Carapaz è stato ricevuto dal presidente dell’Ecuador Moreno, mentre in tutto il Paese ci sono stati festeggiamenti in onore della Maglia Rosa.
Oltre ai tre corridori saliti sul podio, sono da elogiare per la loro prestazione Landa e Mollema, insieme ai due porta colori della Bahrain-Merida. Caruso e Pozzovivo, che hanno contribuito all’ottimo secondo posto del loro capitano Vincenzo Nibali.
Il vice premier Salvini si è congratulato con Nibali e con gli organizzatori del Giro, che il prossimo anno prenderà il via da Budapest, disputando tre tappe in Ungheria.
Il mercato ed il business delle due ruote hanno imparato a scegliere paesi ex comunisti, dove ora si respira più aria di libertà e di pensiero: Una bicicletta può portare sempre lontano, se si pedala con convinzione.
Luigi Sada

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