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Inter tutto finito, o quasi

Milan favorito ma l'Inter potrebbe metterci l'orgoglio

Foto Spada/LaPresse 10 Marzo 2019 Milano ( Italia ) sport calcio Inter vs Spal - Campionato di calcio Serie A TIM 2018/2019 - Stadio San Siro Nella foto: Lautaro Martinez De Vrij Photo Spada/LaPresse March 10 , 2019 Milan ( Italy ) sport soccer Inter vs Spal - Italian Football Championship League A TIM 2018/2019 - San Siro Stadium In the pic: Lautaro Martinez De Vrij

Tutto finito (o quasi). Dopo l’eliminazione in Champions, quella in Coppa Italia, la perdita del terzo posto, speriamo in modo momentaneo, l’Inter ha salutato anche l’Europa League. Lo ha fatto in maniera indecente. Non ci sono scusanti. Il periodo è nero e in tutti i sensi. Il caso Icardi non si sgonfia. La telenovela sembra piacere a molti. Alla società e alle sue componenti. L’arrivo di Marotta doveva dare più sicurezza a tutti, invece è arrivato il caos. E nell’Inter sembrano spuntare i clan come in un lontano passato. Lo spogliatoio ha vinto ancora e senza giocare è riuscito a far togliere la fascia a Icardi, scatenando conseguenze a livello emotivo, difficile da gestire. Colpito quasi al cuore, che batte nerazzurro, fedele a sua moglie anche nelle decisioni prese, Maurito è incazzato nero. Ed ora il rapporto sembra rotto definitivamente. Ah, quella fascia! Simbolo di grandi campioni, sembra ora maledetta. L’Inter, anche in formazione rimaneggiata, contro l’Eintracht, dopo lo spreco in terra tedesca (rigore sbagliato) aveva l’obbligo di passare, ma a San Siro si è assistito all’ennesimo scempio di una squadra nella quale sembra che il diavolo stia per diventare primo attore, anche perché c’è il Milan da affrontare; squadra rigenerata da Gattuso e santificata dall’arrivo di Piatek, cannoniere con il fucile spianato, ora acerrimo nemico dei nerazzurri e squadra balzata al terzo posto in un momento quasi decisivo del campionato. La positività dei rossoneri è iniziata a fine dicembre con la vittoria sulla Spal per 2-1 al Meazza e proseguita poi con sei vittorie e due pareggi; uno interno contro il Napoli, e l’altro esterno all’Olimpico, contro la Roma. Ben 15 sono le reti realizzate nelle ultime 8 partite disputate, grazie al suo nuovo bomber polacco inseritosi perfettamente e in poco tempo in un gruppo, quello rossonero, che a differenza degli avversari nerazzurri, rema in avanti in tutta tranquillità verso obiettivi precisi, sognati e prefissati dall’inizio della stagione. Dall’ottobre 2018, – data dell’ultimo derby della “Madonnina” vinto dall’Inter nei minuti finali, grazie a un gol di Icardi, il grande assente di oggi, il destino delle due squadre milanesi è cambiato in poco tempo. Se sul fronte rossonero si è riaccesa la luce, su quello interista, in questo momento sembra scendere l’oscurità, che solo un’eventuale vittoria nel derby potrebbe far scomparire. L’unità nel gruppo Milan è evidente. Combattono tutti. La difesa, con Donnarumma, Romagnoli, Calabria e Musacchio subisce pochissimo, mentre lì davanti, a differenza del recente passato, ci sono i colpi spietati di Robocoop Piatek, capace di lottare sempre e regalare “magie” per la felicità del popolo rossonero. Nell’Inter invece la confusione, le incertezze, i capricci regnano sovrani. E non si vede ancora soluzione. I responsabili certamente dovranno pagare. Ad iniziare dallo spogliatoio, da vicende non risolte precedentemente con comportamenti irriguardosi ad iniziare dai casini creati da Naingoolan, Perisic e Brozovic stanchi forse di vestire una maglia, quella nerazzurra, che hanno dimostrato in effetti di non amarla o rispettarla e di un allenatore come Spalletti che, come fatto in precedenza con Totti nella Roma, si è lavato le mani e non ha pensato altro che scagliarsi contro Icardi, colpevole forse di avere soltanto una moglie, alla quale piace il ruolo di esibizionista in Tv. Occorre chiarezza. Buon senso e dialogo. Muro contro muro non giova a nessuno. Maurito è un patrimonio dell’Inter e non potrà mai essere svenduto. Piaceri a Juve e Napoli non sono concessi assolutamente. Fuori quindi i veri colpevoli. Ora però concentriamoci sul derby.
Luigi Rubino