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Lo scudetto della rifondazione

Sandro Mazzola Sandro Mazzola

Lo scudetto della rifondazione

di Sandro Mazzola

La festa c’è stata, non poteva essere altrimenti, con tutte le polemiche che ne sono seguite, per aver sfidato la pandemia. Personalmente penso che sarebbe stato assai difficile evitare quello che è successo. Non giustifico il grande assembramento di Piazza Duomo e in altri posti, ma immedesimarsi nei ragazzi di oggi è una cosa veramente complicata.

Parliamo di calcio e del futuro dei nerazzurri, che hanno davanti a loro un nuovo periodo da vivere, dopo che hanno dato prova di maturità e anche di umiltà. Conte, sono sicuro, non avrà più da temere per la sua riconferma e, quindi, potrà mettere mano ad un miglioramento della squadra, che ha plasmato con ragionevolezza e professionalità. Ci possiamo fidare di lui al cento per cento, il che vuol dire che la società può affidargli tranquillamente un gruppo che non potrà che migliorare. I tifosi, finalmente rilassati, penso che non dovranno aspettare altri undici anni per un altro tricolore e la doppia stella.

Un posto in Champions è la parte finale del campionato, che animerà le rimanenti giornate. I cugini dovranno vedersela, domani sera, con la Juve e vedremo chi merita di più, mentre l’Atalanta, reduce dal pareggio con il Sassuolo, dovrà subito riprendersi contro il Parma, già retrocesso, ma da non sottovalutare. Il Napoli, che ha sprecato due punti nel finale di domenica contro il Cagliari, dovrà faticare non poco per rientrare nel gruppo, ma deve battere lo Spezia. La Lazio può dire anche la sua, ma dovrà stare molto attenta contro la Fiorentina a Firenze, nonostante attraversi un buon periodo. È fuori dai giochi la Roma, che non è più capace di mantenere quanto aveva fatto vedere. È una crisi annunciata e dovrà guardarsi dal Sassuolo, che gioca a Marassi contro il Genoa, mentre non sembra del tutto proibitivo il suo impegno contro il Crotone, già in serie B.

In coda, si riaccendono le certezze di salvezza del Toro, che lunedì sera ha fatto sua la vittoria contro la concorrente Parma e naviga in acque più tranquille, grazie al costante contributo di Belotti e non nascondo la speranza che non debba temere brutte sorprese, sempre che mantenga saldi i nervi fino alla fine, dopo un campionato che non è stato del tutto felice. Ci sarà da lavorare e cambiare molte cose, che il presidente Urbano Cairo dovrà mettere negli impegni prossimi, per avere una squadra competitiva, all’altezza delle legittime aspettative dei tifosi granata, che meritano ben altro del Toro di quest’anno.

Chiudiamo, rinnovando i complimenti ai nerazzurri, che ci hanno regalato un anno difficile da dimenticare e messo in bacheca il nuovo con i tanti altri trofei che onorano l’Inter. Un grande in bocca al lupo a José Mourinho, amato dall’intero pianeta nerazzurro, che, di questo ne sono certo, da grande professionista quale è, farà bene anche in capitale.