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Samp-Inter 2-1 Chi sbaglia paga

Carbone per i nerazzurri

Lukaku non può riposare Lukaku non può riposare

Samp-Inter  2-1 Chi sbaglia paga

Carbone per i nerazzurri

di Giovanni  Labanca

Eguagliare Beethoven sarebbe stato un bel primato e avrebbe permesso ai nerazzurri di entrare nella storia del calcio. Non è successo, purtroppo e la colpa è da ricercare nei piedi storti di  Sanchez, che si fatto parare un generoso calcio di rigore da Audero, senza nemmeno tanta difficoltà, tirato con poca concentrazione. Sarebbe stato molto comodo partire sin dall’inizio con un vantaggio insperato, che avrebbe dato inizio ad una partita in discesa e costretta la squadra di Ranieri ad attaccare e offrire il fianco al contro piede dei nerazzurri. La squadra di Conte, senza Lukaku tenuto prudenzialmente in panchina, non ha trovato la reazione e la rabbia giusta per ripartire con decisione. Ha giocato non male e alla fine, sicuramente, una rete l’avrebbe pure segnata, visto che l’attacco c’era ed il resto pure, con alle spalle ben otto vittorie consecutive. Non ha trovato lo stoccatore giusto e si è vista costretta anche sulla difensiva, perché la squadra di mister Ranieri è sembrata rinata e poco disposta a lasciare i tre punti ai milanesi, per completare il ciclo delle sinfonie. A Marassi, flagellato dalla solita pioggia e sovrastato da un cielo plumbeo nerastro, lo spettacolo non è mancato tra due squadre con diversi obiettivi ed i brividi nemmeno.

Vittoria meritata per la Samp
Vittoria meritata per la Samp

Al 23′, dopo il rigore fallito malamente dall’Inter con  Sanchez e conseguente traversa di Young, ecco il primo. Su calcio d’angolo un colpo di testa va a sbattere sulla mano alzata di Barella, da sembrare uno scolaro che chiedesse il permesso di andare al bagno. Rigore netto già a prima vista che, comunque, ha avuto bisogno dell’ufficialità del VAR. L’ex Candreva 23′, la butta dentro con tutta la rabbia che aveva covato in questi ultimi mesi. Pentimenti nerazzurri sulla gestione e la cessione? E così, l’Inter da essere inseguita, si è trovata a gambe all’aria e con un gol che le ha tagliato le gambe, tant’è che la reazione alla mala parata non è stata proprio di quelle che ci si aspettava. Un ritmo più vigoroso si è visto, ma non sufficiente a raggiungere il pareggio. Succedeva, invece che al 38′ l’ex Keita sferrava un buon tiro da fuori area interista, che il poco lesto Handanovic si lasciava passare sotto le braccia a filo d’erba. Il portierone, però, si riscattava, successivamente, con due decisivi interventi su tiri doriani, che avrebbero decretato la fine della partita.

Brutta storia che nemmeno l’ingresso di Lukaku è riuscita a ribaltare, nonostante li blucerchiati di Ferrero cominciassero a calare vistosamente Il mini assalto dell’Inter portava al gol di De Vrij, che accorciava le distanze, distanze che sono, invece, rimaste invariate, nonostante la buona volontà degli uomini di Conte. Finale amaro per Conte che non si sarebbe aspettato di lasciare il De Ferraris in mutande, mentre il vecchio Baciccia se la fumava con la sua storica pipa (come faccia a farlo se è spenta, non lo so, ma lo devo scrivere).

All’analisi della partita, appare chiaro, comunque, che l’Inter il pari lo avrebbe sicuramente meritato e, visto che siamo a Genova nella sua ex casa, ricordiamoci del vecchio Boskov che ammoniva che “si vince quando palla entra in rete”.

La Samp torna a respirare e a riprendere un cammino che sembrava minato, mentre l’Inter deve chiedersi seriamente il perché di questa brutta battuta di arresto che, alla fine dei conti, potrebbe risultare decisiva , senza i tre punti pesanti, visto che il campionato si gioca sul filo di lana, con il Milan. Oh Dio mio, non è ancora compromesso nulla, ma bisogna ora affrontare e battere Roma e Juve. Ce la farà la squadra “più venduta” d’Italia a reggere il ritmo o dobbiamo cogliere già nella sconfitta di Genova i prodromi di una scivolata letale? Conte saprà che fare, se i suoi uomini avranno le energie e la testa per rispondere:presente.