';

Roma-Fiorentina, calcio d’altri tempi per un classico 2-0

Roma-Fiorentina, calcio d’altri tempi per un classico 2-0

di Giovanni Labanca

Dobbiamo sicuramente considerare una partita di calcio un classico, anche se poi nella sua storia non le è mai stato. Questa, in poche parole, risulta essere stata la partita dell’Olimpico, dove, a parte la calma e il silenzio ufficiale, tra i giocatori non abbiamo visto nessuna frenesia, pochi falli, ma belle azioni a campo aperto, con le due belle ciliegine che hanno visto prevalere la Roma. Gli allenatori Fonseca e Iachini hanno messo in campo due squadre motivate, ma non eccessivamente caricate con la corda alle spalle, tanto da venirne fuori una di quelle gare che non ti hanno fatto sobbalzare sul sediolino o la poltrone: un calcio normale, con belle giocate, vigorose sì, ma mai dure. Basta vedere anche i modi con cui sono scaturiti i due gol, per rendersi conto che, dopo tante occasioni, a Roma si stava giocando al calcio.

Spinazzola e Pedro portano la Roma a quota 11
Spinazzola e Pedro portano la Roma a quota 11

Una bella azione, al 17′, portava i giallorossi in vantaggio con Spinazzola, che non aveva difficoltà a sbrigarsela troppo comodamente, nella difesa viola. La reazione è venuta fuori subito, anche perchè il livello di gioco delle due squadre era simile e si poteva accettare anche un bel pari. Questo, però, accade quando una delle due va in disarmo. In questo caso, invece, Dzeco e compagni hanno continuato la loro marcia in modo piacevole ed ordinato, tanto da andare vicino assai al raddoppio. I gigliati hanno risposto come hanno potuto e hanno salvato la faccia, anche, dura lex, sono stati puniti con il raddoppio di Pedro, che, facile che più facile non si poteva fare, deposita (bel termine, antico, vero) in rete un comodo pallone per il definitivo due a zero, che più di una legittima reazione non ha creato. I capitolini, o volete chiamarli Lupi, hanno svolto bene il loro compito e tappato quelle poche linee di fuga tracciate con fatica dagli attaccanti fiorentini. Ci siamo divertiti, proprio come vediamo qualche vecchia partita di Mazzola e Rivera, allorché il protagonista era il pallone che correva e non le caviglia che volavano. I Gigliati e i figli della Lupa meritano uno speciale riconoscimento per aver restituito al pubblico, quello televisivo, un’ora e mezza di  partita piacevole, che dovrebbe essere presa ad esempio da tutti gli scarponi che ci sono in giro, ribadendo che la pelota è sacra, come lo sono le gambe di coloro che cercano di dare spettacolo.

Una volta per tutte, il Var o la VAR, ha potuto dormire sonni tranquilli e non invischiarsi in faccende accese. Evviva, ci siamo riusciti. Il classico 2-0, come lo chiamava una volta, è piaciuto veramente a tutti, ma i romanisti devono ricordarsene, quando la Roma risalirà l’Arno per giocare la partita di ritorno. Potremmo sempre ricordarglielo noi di Stadio5.