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	<title>Luigi Di Maio &#8211; Stadio5</title>
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	<description>Free Press specializzato in Milan, Inter e sport milanesi.</description>
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		<title>Politica, garbuglio indecente per una Nazione civile</title>
		<link>https://www.stadio5.com/2020/02/20/politica-garbuglio-indecente-per-una-nazione-civile/</link>
				<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 21:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Sada]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Politica, garbuglio indecente per una Nazione civile di Giovanni Labanca Non è necessario essere politologo di consumata esperienza per capire, o cercare di capire, quello che il teatrino della politica italiana sta offrendo al mondo intero. Al momento, abbiamo una maggioranza rossonera, ci si rifugia sempre nel pallone, formata da 5S e PD che gode, come conviene, dell&#8217;appoggio di Renzi, il quale, stranamente ed inspiegabilmente, vota contro il suo stesso governo per alcuni provvedimenti e per altri no. Giura, però, che è sempre fedele alla maggioranza e che mai la farebbe cadere, per non spingere il Paese ancora di più [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h1 class="p1"><strong>Politica, garbuglio indecente per una Nazione civile</strong></h1>
<p class="p1">di <em><strong>Giovanni Labanca</strong></em></p>
<p class="p2">Non è necessario essere politologo di consumata esperienza per capire, o cercare di capire, quello che il teatrino della politica italiana sta offrendo al mondo intero. Al momento, abbiamo una maggioranza rossonera, ci si rifugia sempre nel pallone, formata da 5S e PD che gode, come conviene, dell&#8217;appoggio di Renzi, il quale, stranamente ed inspiegabilmente, vota contro il suo stesso governo per alcuni provvedimenti e per altri no. Giura, però, che è sempre fedele alla maggioranza e che mai la farebbe cadere, per non spingere il Paese ancora di più verso il baratro che si intravede poco lontano.</p>
<p class="p2">L&#8217;uomo comune, il cittadino votante per seguire le metamorfosi dell&#8217;esecutivo rischia seriamente di avere un forte capogiro, senza aver preso piena coscienza di quello che esce da Palazzo Chigi. Si emaneranno anche provvedimenti importanti, ma non si fa una ragione del perchè qualche alleato, sempre Renzi, si accodi all&#8217;opposizione e voti contro. In che mondo viviamo, se si dà l&#8217;impressione di agire per mera convenienza e per ragione di bottega. Fate vobis, cari lettori.</p>
<figure id="attachment_38988" aria-describedby="caption-attachment-38988" style="width: 284px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-38988" src="https://www.stadio5.com/wp-content/uploads/2020/02/Pd-e-Cinque-Stelle-col-problema-Renzi.jpg" alt="Pd e Cinque Stelle col problema Renzi" width="284" height="177" /><figcaption id="caption-attachment-38988" class="wp-caption-text">    Pd e Cinque Stelle col problema Renzi</figcaption></figure>
<p class="p2">La zattera Italia sta navigando in acque perigliose e, quando sembra che un vortice stia per ingoiarla, le arriva un salvagente che la tiene a galla, almeno per respirare per qualche tempo. Possiamo andare avanti così? Lo chiediamo, con tutto il dovuto rispetto, al Capo dello Stato, il mite, troppo mite, Sergio Mattarella. Questi, come un gendarme assonnato, osserva e tace e non dice una parola a proposito di uno scenario che è da brividi, al cui orizzonte compaiono e scompaiano le elezioni politiche. Per risolvere e porre fine a queste farse da carnevale, ci vorrebbe, anzi, ci vuole una decisione forte, che squarci il silenzio e ponga tutta la classe politica di fronte alle enormi responsabilità cui è votata. Una volta per tutte, bisogna prendere questa decisione, che i partiti di minoranza invocano con argomenti seri, davanti agli occhi di tutti, con il supporto della maggior parte del popolo che è stanco di essere in un limbo, da cui non si esce facilmente. Alle urne, alle urne, dunque ed anche alla svelta. Mattarella lo sa, ma ha le mani legate dal partito<span class="Apple-converted-space">  </span>o dai partiti che lo hanno seduto sulla poltrona aurea del Colle, dalla quale è difficile prendere decisioni che sarebbero logiche,ma che sarebbero choc e dirompenti per Conte e compagnia bella o brutta, a secondo i punti di vista. La Costituzione parla chiara: quando il paese diventa ingovernabile, anche se legifera con i numeri a favore, lo autorizza a sciogliere il Parlamento ed indire nuove elezioni, il richiamo alle urna, da dove dovrebbe uscire un assetto politico forte, talmente forte, da poter far fronte alle continue intemperie che imperversano su Roma, da mane a sera. La parola al popolo sovrano potrebbe mettere, finalmente, fine alle continue sceneggiate, i cui protagonisti sembrano pensare solo<span class="Apple-converted-space">  </span>a slogan odiosi verso gli avversari e a battere solo i tasti che sono diventati stantii e puzzolenti e di cui si chiede il ricambio.</p>
<p class="p2">Il tempo stringe e va contro i tanti emuli dell&#8217;imperatore Quinto Fabio Massimo, detto il &#8220;cunctator&#8221;, il temporeggiatore, con la differenza, però, che il suddetto assumeva le sue decisioni per il bene comune e non per quello personale o di partito.</p>
<p class="p2">Vogliamo aspettare ancora;trascorrere la prossima estate che si preannuncia infuocata in tutti i sensi, mentre la casa brucia ed i muri si sono già anneriti? Per questo Mattarella, anche da bravo pompiere, deve preparare gli idranti, ma di quelli potenti.</p>
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		<title>Governo, Divergenze parallele</title>
		<link>https://www.stadio5.com/2019/03/31/governo-divergenze-parallele/</link>
				<pubDate>Sun, 31 Mar 2019 13:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Sada]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>&#8220;S&#8217;ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo&#8221;. Non posso mai dimenticare questi versi del coro de &#8220;Il Conte di Carmagnola&#8221; del Manzoni, tanto mi colpirono e mi rimasero impresse quando studiavo per l&#8217;Abilitazione Magistrale a Lagonegro. Oggi, mi ritornano in mente, sollecitate dalla vita del governo e dalla politica quotidiana del nostro Paese. Di Maio, ministro A e Salvini, ministro B, entrambi vicepresidenti del Consiglio dei Ministri, si rimbalzano, a spron battuto, i personali giudizi sul da farsi ribadendo con forza l&#8217;esatto contrario, in linea con la linea politica del partito di appartenenza e si [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;S&#8217;ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo&#8221;.<br />
Non posso mai dimenticare questi versi del coro de &#8220;Il Conte di Carmagnola&#8221; del Manzoni, tanto mi colpirono e mi rimasero impresse quando studiavo per l&#8217;Abilitazione Magistrale a Lagonegro. Oggi, mi ritornano in mente, sollecitate dalla vita del governo e dalla politica quotidiana del nostro Paese.<br />
Di Maio, ministro A e Salvini, ministro B, entrambi vicepresidenti del Consiglio dei Ministri, si rimbalzano, a spron battuto, i personali giudizi sul da farsi ribadendo con forza l&#8217;esatto contrario, in linea con la linea politica del partito di appartenenza e si sa che quelli dei citati onorevoli sono uno contro l&#8217;altro armato, di idee diverse, costretti ad un matrimonio che non s&#8217;aveva da fare (oggi mi sento poeta), ma che è stato imposto dalle necessità che gravano minacciose sulla nostra economia.<br />
Ultima partitella di ping-pong è sulla crescita reale della nostra economia, fotografata niente meno che da Confindustria che, secondo i suoi studi, vede il PIL a crescita zero, deficit in rialzo al 2,6% e debito oltre il 133%.<br />
Brutte nuove insomma, confermate da Bankitalia, dense nubi s&#8217;adombrano nel nostro cielo azzurro e poco piovoso di questi tempi. In poche parole, siamo come una nave in mezzo alle onde e non va né avanti né indietro ma resta ferma sul suo asse.<br />
Salvini, il ministro B, replica, indispettito, che i gufi, come quelli che tifano contro la Juve, saranno smentiti dai fatti che verranno, al contrario delle opinioni di Conte e di Di Maio, ministro A, che si sentono preoccupati ed annunciano il decreto crescita, da varare in questi giorni, per ridare &#8220;fiato alle trombe&#8221; (Mike, permettimi la citazione) e vento alle vele della speranza. Staremo a vedere e lo speriamo sinceramente, visto che con la riapertura dei cantieri bloccati, ci saranno più posti di lavoro, come conseguenza immediata.<br />
Altro set di ping-pong è quello sulle grandi opere e soprattutto sulla TAV, il cui costo sarà coperto al 50% dalla UE, tanto per alleggerire i mal di testa di Toninelli, ministro C, caparbio e duro come il guscio di una tartaruga, che, non a torto, è stato definito il dottor NO, colui che vuole il Paese ai blocchi di partenza, senza autostrade nuove e con tanti ponti vecchi. Lo comanda il partito e basta, proprio come avviene per il duro Salvini, alle prese con sbarchi galeotti che deve fermare nuove ondate di migranti dalle magliette colorate e telefonino in mano. Di Maio si inalbera e la pallina torna sull&#8217;altro campo.<br />
Gli Italiani, quelli con la I maiuscola, serie A, fanno il tifo secondo la tessera che portano in tasca, allo stesso modo si comportano gli altri Italiani e, di questo passo, prospera l’indecisionismo che bene non può fare. Ce la faranno a traghettare questo vascello i tre capitani, sotto l&#8217;albero oscillante e all&#8217;ombra di vele bucate? Loro, (A+B) dicono che il tempo per rimettere le cose al loro giusto posto ce l&#8217;hanno e lo sfrutteranno al meglio, proprio mentre all&#8217;approvazione della Legge sulla Legittima Difesa hanno partecipato pochi dei 5S, segno incivile ed irritante, da parte di chi al Governo sta comodamente seduto.<br />
Quando finirà di spargere sangue questa moderna battaglia di Malodio, per il bene comune?<br />
<em><strong>Giovanni Labanca</strong></em></p>
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		<title>Tav o No Tav, arriveremo a Roma!</title>
		<link>https://www.stadio5.com/2019/03/18/tav-o-no-tav-arriveremo-a-roma/</link>
				<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 14:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Sada]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Intrattenimento]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Per la precisione, la frase giusta è &#8220;Bomba o non bomba, noi arriveremo a Roma&#8221;, da una canzone di Antonello Vendetti. Riferito ai nostri giorni di accese polemiche politiche sulla opportunità di realizzare la TAV tra Torino e Lione, vuol dire che, qualsiasi cosa il governo dovesse decidere ci sono, secondo l&#8217;ANCE, sparsi per il nostro bel Paese, ben 270 cantieri da aprire, per un valore complessivo di 270 miliardi, corrispondenti a ben 330 mila posti di lavoro e 75 miliardi di ricadute sull&#8217;economia nazionale; 670 opere incompiute, per un valore di 4 miliardi. Tra le opere di estrema utilità [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Per la precisione, la frase giusta è &#8220;Bomba o non bomba, noi arriveremo a Roma&#8221;, da una canzone di Antonello Vendetti.<br />
Riferito ai nostri giorni di accese polemiche politiche sulla opportunità di realizzare la TAV tra Torino e Lione, vuol dire che, qualsiasi cosa il governo dovesse decidere ci sono, secondo l&#8217;ANCE, sparsi per il nostro bel Paese, ben 270 cantieri da aprire, per un valore complessivo di 270 miliardi, corrispondenti a ben 330 mila posti di lavoro e 75 miliardi di ricadute sull&#8217;economia nazionale; 670 opere incompiute, per un valore di 4 miliardi.<br />
Tra le opere di estrema utilità ed urgenza ci sono: la Gronda di Genova (5 miliardi), la terza corsia dell&#8217;A1 da Firenze a Pistoia (3 miliardi), Sistema delle tangenziali venete Verona-Padova (2,2 miliardi), tanto per citarne le più importanti ed urgenti, visto che sono realizzazioni che sono in ballo da trent&#8217;anni.<br />
Il presidente dell&#8217;ANCE Edoardo Bianchi chiama sul banco degli imputati soprattutto la burocrazia creata dallo Stato che sembra fatta apposta per bloccare il lavoro, dove di lavoro c&#8217;è immenso bisogno. Per esempio, i soggetti maggiormente interessati sono le scuole, le strade, i ponti, tratti ferroviari, risanamenti di ogni genere del territorio, tutti elementi che hanno bisogno di manutenzioni e, cosa ben più grave, è che i soldi ci sono tutti, già nei cassetti a disposizione, per cui basterebbe solo la volontà e la possibilità di estrarli e metterli a frutto, con la creazione di centinaia, se non migliaia. di altri posti di lavoro diretti e tanti benefici con il derivante indotto. I misteri di questi fermi, sono sempre misteri e non si riesce ad individuare i colpevoli di questa penosa situazione di stallo. In una nazione normale, sarebbe stata assurda una situazione del genere, perchè solo gli stolti che hanno la tavola imbandita riescono a morire di fame. Roba da non crederci.<br />
Il governo, non solo Di Maio e Salvini, deve decidersi a sbloccare questa empasse vergognosa, per rimediare ai tanti governi precedenti, che ci hanno ridotto con le pezze al culo e non si sono mai impegnati ad avviare la macchina giusta per ridare ossigeno alla economia asfittica che loro stessi hanno generato per incapacità. Chiamare sul banco degli imputati questa amministrazione è solo da cretini, diciamolo chiaramente. Essa ha ereditato un mare di guai e deve pure avere il tempo di operare e rimediare. La prima mossa deve essere l&#8217;emanazione del decreto legge, il tanto atteso &#8220;Sblocca cantieri&#8221;, al più presto, per rimettere in moto quella macchina che si chiama lavoro. Bisogna, forti delle vecchie esperienze, commissariare ogni cantiere per avere la certezza che il lavoro iniziato venga finito nel tempo stabilito e senza alcun altro finanziamento aggiuntivo, come si faceva una volta, nei tempi bui del magna magna. Qualcuno storcerà il naso, ma dobbiamo prendere esempio dal ventennio fascista, almeno in questo, quando l&#8217;onorevole Araldo di Crollalanza ha dormito in un vagone ferroviario, fino a quando le opere di ricostruzione, dopo un terremoto, non fossero state portate a termine nel modo migliore.<br />
Il governo stesso deve legiferare per inasprire le pene per i lazzaroni che sono sempre pronti, come affamati avvoltoi, a piombare sulla preda degli appalti. Non abbia paura di fare questo che noi invochiamo, a nome degli italiani tutti, se veramente volesse realizzare quello che i tanti dannosi governi precedenti non sono stati capaci di fare. L&#8217;Italia guarda con una certa fiducia questo esecutivo, seppur litigioso, e spera che, messe da parte le personali opinioni, riporti l&#8217;Italia sopra la linea di galleggiamento, prima che venga risucchiata negli abissi della miseria e della povertà.<br />
Capito ora, la canzone di Venditti, il cui significato è molto eloquente è chiaro?<br />
<em><strong>Giovanni Labanca</strong></em></p>
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