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Voglia del passato

Il grande ritorno

Che valore ha il ritorno di Ibra al Milan? Tanto, se si pensa quanto ha vinto nel passato il club rossonero non solo in Italia, ma anche in Europa e aggiungiamo nel mondo e tantissimo, se valutiamo le prestazioni indecorose, ultima delle quali la sconfitta umiliante, quella del 2019 avvenuta in terra bergamasca contro l’Atalanta per 5 a 0. Un tonfo che non ammette scusanti, anche perché quando si perde nettamente una partita nel gioco e nel punteggio c’è poco da scusarsi. Nel frattempo con il nuovo anno è subito arrivato il botto. Ibrahimovic torna a Milano con tanta voglia di fare. Basterà lo svedese per risolvere tutti i problemi offensivi dei rossoneri? I tifosi, a giudicare dall’accoglienza festosa riservata all’attaccante svedese, non sembrano avere dubbi, anche perché Ibra, nonostante l’età avanzatissima (38 anni) è un trascinatore, ma anche uomo spogliatoio, con tanto carattere al quale il vizietto del gol non glielo togli mai in qualsiasi squadra che giochi. Lo dicono le cifre. Ibrahimovic, è vero, ha cambiato molte maglie in Europa e in Italia, ma di reti ne ha realizzate a grappoli: 372 in totale sono finora i suoi gol in carriera. La squadra italiana con la quale Ibra ha realizzato più marcature è l’Inter con 57 centri. Nella sua militanza rossonera avvenuta dal 2010 al 2012, il bomber svedese è invece andato a segno 42 volte
Nel frattempo, oggi a S.Siro, il Milan affronta la Sampdoria, un avversario insidioso, anche perché i blucerchiati, assetati di punti, lottano per non retrocedere. Per questa primo match del 2020 non è da escludere che oggi, giorno della Befana, Pioli possa regalare ai tifosi la presenza di Ibra in campo. Il giocatore non vede l’ora di scendere in campo. Un suo impiego nella gara di questo pomeriggio a San Siro darebbe una carica nuova non solo a tutta la squadra, anche ad un pubblico che oltre la vittoria aspetta naturalmente le magie di Ibracadabra per tornare a saltare, quasi come in un lontano passato.
Luigi Rubino