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Torna Icardi, ma non in campo, si ferma Lautaro, tutto coincide

Ennesimo capitolo di una storia che sta per chiudersi

Separati in casa

E’ tornata la Nazionale e dopo otto gol tutti sul carro di Mancini. Troppo facile. Siamo seri. Il Mancio sta sulle balle agli juventini perché nel 2006, anno di Calciopoli, era allenatore dell’Inter, sta sugli stessi oggetti ai tifosi milanisti anti-interisti. L’Italia, nonostante il suo provincialismo nell’accezione più negativa, va avanti con i suoi giovani e con un “vecchietto” che non fa rimpiangere Balotelli, Belotti, e soci. I ragazzi nostrani sono fatti di pasta genuina, condita con qualità originali e rare: quello che hanno fatto vedere in campo internazionale sa tanto di grandioso e durevole. L’Italia ha mostrato personalità, carattere e cuore sotto lo stesso denominatore comune dello spettacolo, cosa quasi sconosciuta in campo europeo. D’accordo, Finlandia Liechtenstein non saranno due squadroni, ma il nuovo corso manciniano ha ridato entusiasmo e voglia di azzurro a tutto il Paese. Non accadeva dai tempi di Conte, ma il Mondiale russo fallito brucia ancora tanto per essere totalmente dimenticato. La cosa che risalta di questa Nazionale è la moltitudine di giovani che il ct è riuscito ad amalgamare in un amen assieme ai veterani Chiellini, Bonucci e il sempiterno Quagliarella. Solo Mancini poteva riuscire nell’impresa, se non altro per quel bernoccolo di sapienza calcistica che lo accompagna da quando era in fasce. Dopo le parentesi delle nazionali, ritorna la Serie A, avida di verdetti europei. L’Inter riceve in casa la Lazio, che l’ha eliminata dalla Coppa Italia, rivale di sempre per un posto in Champions. Torna Icardi, ma non in campo, si ferma Lautaro, tutto coincide. Ennesimo capitolo di una storia che sta per chiudersi. Maurito dirà addio a giugno, mentre l’Inter proverà a guadagnare il più milioni possibili dalla cessione del suo ex capitano. Spalletti e Maurito dovranno sopportarsi fino al termine di questa stagione per raggiungere la qualificazione in Champions, poi ognuno andrà per la sua strada. Nulla è scontato, tutto è ancora aperta. Il derby ha sancito che i nerazzurri sono più forti dei cugini, ma non basta. Bisogna cominciare a essere più bravi.