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Biscione in pasto al Diavolo

"Inutile nascondere la delusione per la sconfitta e la brutta eliminazione che...

Javier Zanetti, l'eterno Capitano

Le luci di San Siro si sono mestamente spente, giovedì notte, su una squadra diventata parvenza di se stessa, proprio nella serata in cui la stella della Beneamata avrebbe dovuto brillare in modo accecante per indicare ai nerazzurri la strada maestra verso i posti di élite dell’Europa League, per l’orgoglio e per la storia, mentre svanisce nel tempo il ricordo del famoso “triplete”, che qualche tifoso richiama alla memoria, tanto per farsi coraggio. Ormai è andata nel dimenticatoio, come lo slogan “mai stai in B”, retaggio di nostalgici che fanno fatica ad ammettere la dura e triste realtà di una compagine che si è persa via via, tra rimpianti e speranze.
L’eliminazione pure dalla Coppa di seconda serie, creata proprio per le deluse dei vari campionati, complica maledettamente le cose in casa cinese, proprio alla vigilia della partita per eccellenza, quel derby tanto atteso ed ora tanto temuto che, se vinto, significherebbe la riconquista della terza poltrona e via libera alla Coppa dei Campioni. Niente di tutto questo, secondo i suddetti parametri, può essere certo, seppure a Milano si è abituati ai miracoli, anche se, in tutta sincerità, di questi si sono perse le tracce.
Si fa fatica ad intervistare qualcuno dell’Inter prima del derby. Meno male che c’è sempre il divino Zanetti, l’eterno capitano cui il sorriso non manca mai, anche quando c’è rassegnazione tutto intorno. Sentiamolo.
“Inutile nascondere la delusione per la sconfitta e la brutta eliminazione che ci costerà tanto anche in termini economici, oltre che in prestigio e credibilità. Dobbiamo ritrovare in fretta la forza per reagire e giocarci la stracittadina con il Milan con convinzione, anche se il morale è sotto i piedi, cosa che fa assai male ai nostri tifosi che non ci abbandonano mai. Abbiamo avuto l’attenuante delle tante pesanti assenze, ma una squadra come la nostra deve ritrovarsi per onorare gli impegni e tornare a guardare in avanti, come da programma. Gattuso avrà caricato a mille i suoi, ma, ricordiamocelo, in una partita tutto può accadere, proprio come speriamo noi”.
E già, la speranza. E’, come si sa, l’ultima a morire e vale anche per il malcapitato Spalletti che non sa più dove aggrapparsi per giustificare un’Inter troppo brutta e tanto lontana dai suoi piani iniziali:
“Dobbiamo prendere atto della insufficienza con cui ci siamo presentati per una partita importante, Paghiamo lo scotto anche dell’andata, quando abbiamo sbagliato un rigore, che l’altra sera avrebbe potuto condizionare positivamente la nostra prestazione. Non mi nascondo dietro ad un dito nell’ammettere che siamo sotto tono, al di là delle gravi assenze. Non stavamo sulle gambe e non me ne faccio una ragione. Ora dobbiamo battere il Milan per recuperare il terzo posto, impresa non facile, visto che viaggia a mille, con una bella filiera di vittorie. Venderemo cara la pelle, perché dobbiamo dare conto anche ai nostri tifosi che hanno sempre tanto affetto per noi. Ai miei, in questo momento difficile, chiedo una prova di carattere e sono certo che la risposta sarà positiva. Ce la giocheremo senza risparmiarci”.
Discorso scontato e dettato con il cuore a pezzi, anche per il caso Icardi, che ha dato parecchio fastidio a tutto l’ambiente, ma che non è stato ben gestito da tutti i responsabili.
Stasera, cari amici interisti, non ci resta che pregare, Chissà mai che Sant’Ambrogio si dovesse interessare, almeno la domenica, dei bei colori nerazzurri e del cielo stellato che li ha visti diventare squadra e che squadra! Almeno una volta!
Giovanni Labanca